giovedì 31 maggio 2012

Cittadini contro l'Euro -parte seconda-

Continua il racconto di Handelsblatt.de sui movimenti anti-Euro tedeschi. Prima parte qui
Ispirata dalla dichiarazione di Bogenberg, a febbraio è stata fondata la "Bündnis Bürgerwille" (alleanza di cittadini), una coalizione piuttosto ampia di euro-critici. Il leader dell'alleanza è Bernd Lucke, professore di economia ad Amburgo. Ha già ottenuto l'appoggio di altri 30 professori e colleghi, fra questi Charles Blankart e Carl-Christian von Weizsäcker. Si sono uniti all'alleanza anche veterani politici come Georg Milbradt, Burkhard Hirsch e il presidente federale della "Mittelstandsvereinigung der Union", Josef Schlarmann, e il presidente di Foodwatch Thilo Bode.

Piu' di 10.000 firmatari hanno sostenuto una petizione contro il passaggio da una unione monetaria ad una unione di trasferimento. L'azione è stata finanziata con le donazioni dell'alleanza e con il sostegno dei lobbysti dell'Associazione dei contribuenti (Bundes der Steuerzahler).

Al momento l'associazione si concentra sull'obiettivo di influenzare con le proprie tesi i deputati al Bundestag. Per l'autunno Lucke prepara una grossa campagna pubblica degli euro-critici. "E' un po' come negli anni '60 con le leggi di emergenza o negli anni '70 con il movimento anti-atomo o il movimento per la pace", dichiara Lucke ad Handelsblatt. "Nessun partito affronta realmente questo tema".

Nella campagna pianficata, l'alleanza intende lavorare con la ben organizzata "Zivile Koalition" . La sua portavoce, Beatrix von Storch, ci dice: "La via verso la costituzione di un partito è ben definita". "Il nostro compito è rafforzare il movimento". La Zivile Koalition avrebbe già raggruppato 60.000 sostenitori per la campagna contro i salvataggi Euro, secondo quanto sostiene Storch. I membri della "Zivile Koalition" hanno già inviato un milione di email ai deputati del Bundestag, per impedire l'approvazione dell'ESM. Il gruppo appartiene ad una ben strutturata piccola organizzazione di protesta con 14 dipendenti a Berlino, di cui fanno parte anche "Institut für Strategische Studien", la "Initiative Familienschutz" e il giornale online "FreieWelt.de". 

Un piano per una futura politica fiscale in Europa, per sua stessa ammissione, Storch ancora non ce l'ha. "Vogliamo prima di tutto affermare, che ci sono delle alternative alla politica dei salvataggi", ci dice. Insieme ai Freie Wähler, e all'associzione dei contribuenti "Steuerzahlerbund" la "Zivile Koalition" ha indetto una grande dimostrazione contro l'ESM a Monaco per il 2 giugno. 

Hans-Olaf Henkel ha una grande considerazione di Beatrix von Storch. "E' una grande donna, che fa tutto questo per convinzione personale". L'associazione dei cittadini è guidata "da persone istruite e riflessive", che "hanno intenzione di uscire dal gregge", ci dice Henkel.

Henkel stesso ha sostenuto il liberale ribelle Frank Schäffler (FDP) - nella speranza di poter portare i liberali su posizioni anti-Euro. Ma non c'è riuscito, e ora spera nei Freie Wähler, che al di fuori della Baviera sono una forza presente solo a livello comunale ed eterogenea. Henkel viagga nelle associazioni regionali e si impegna in un'opera di convincimento. "Io non voglio nessun ufficio politico" afferma. Il futuro ci mostrerà se il capo dell'istituto di ricerca sociale Forsa, Manfred Güllner, ha ragione quando sostiene che Henkel "non è in grado di mobilitare le masse".

Un ruolo centrale nella lotta contro gli euro-salvataggi lo gioca anche l'associzione delle imprese familiari (Familienunternehmer) guidata da Lutz Goebel. Goebel e la sua associzione hanno chiesto ai debutati al Bundestag "di non approvare in nessun modo l'ESM nella sua forma attuale". Le imprese familiari "condividono con gli economisti le grosse preoccupazioni sulla nostra moneta comune", afferma Goebel. Sostiene infatti che i rischi finanziari associati al fondo di salvataggio ESM e al suo precedente EFSF crescerebbero in maniera esorbitante. La BCE dovrà essere chiaramente indirizzata al mantenimento della stabilità finanziaria. 

Nel frattempo, anche alcun veterani della lotta anti-Euro, come il quartetto Joachim Starbatty, Dieter Spethmann, Wilhelm Nölling und Karl Albrecht Schachtschneider cercano un collegamento con il nuovo movimento. Starbatty e gli altri, senza successo, hanno già portato la decisione di introdurre l'Euro davanti alla corte costituzionale di Karlsruhe.

Ora sperano che la nuova opposizione extra-parlamentare proveniente dalla società civile possa spingere verso la "fine di questa unione monetaria mal costruita". Gli euroscettici di lunga data sperano inoltre in una nuova chance per una unione monetaria che non comprenda i paesi iperindebitati del sud Europa.

Le indagini demoscopiche giudicano le possibilità di successo dei partiti anti Euro in maniera molto diversa: "il 15-20 % degli elettori sarebbe disponibile a votare per  un partito di protesta fatto da cittadini", ci dice helmut Jung della società di ricerca di mercato GMS. Per il nuovo partito questi dati sono un forte incentivo ad andare avanti.

Il successo dei Freie Wähler come partito di protesta nelle elezioni del Bundestag , Richard Hilmer, direttore di Infratest Dimap, lo vede con un certo scetticismo: "In Germania c'è già un partito di protesta di successo, e sono i Pirati", dice Hilmer ad Handeslbatt. Laddove i Pirati si sono già insediati, non rimane spazio per un altro partito di protesta. Inoltre, anche "die Linke" viene considerato fra i partiti anti-Euro.

Secondo le valutazioni di Helmer, la cancelliera Merkel (CDU) non lascia molto spazio per proteste anti-Euro. "Affronta in Europa un percorso molto impegnativo" ci dice Hilmer. Inoltre, "gli elettori sanno che un'uscita dall'Euro porta con sé dei rischi". E improbabile che per un compito del genere, gli elettori possano avere fiduca in Aiwanger e Henkel.

Tuttavia i Freie Wähler potrebbero diventare un vero problema per la maggioranza giallo-nera (CDU-FDP). Soprattuto in Baviera dove i Freie Wähler sotto la guida di Aiwanger si lanceranno  fra un anno nella corsa per la presidenza del Lander, che si terrà in concomitanza con le elezioni federali, dando una mano a SPD e Verdi. L'alleanza a tre potrebbe rompere il dominio della CSU. Con la politica anti-Euro non sarà tuttavia molto semplice :"I Freie Wähler perderanno tutta la  credibilità della loro retorica anti-Euro, se intendono fare politica insieme all'allenza del debito SPD e Verdi" ha dichiarato il segretario generale della CSU Alexander Dobrindt ad Handelsblatt.

mercoledì 30 maggio 2012

Cittadini contro l'Euro

Handelsblatt.de ci racconta che in Germania, il paese vincitore dell'unione monetaria, si rafforzano i movimenti anti-Euro, che ora vogliono entrare al Bundestag. Prima parte
Quando la  rabbia diventa politica: un'alleanza di cittadini mette sotto pressione le politiche di salvataggio di Berlino. Il movimento è guidato dai Freie Wähler, che con una politca anti-Euro voglino entrare al Bundestag.

Raramente il successo di un best seller era stato così prevedibile. Il nuovo libro di Thilo Sarrazin "Europa braucht den Euro nicht" in Germania incontra un sentimento diffuso. Secondo un recente sondaggio della N-TV, circa il 41% della popolazione vuole tornare al D-Mark. Questo sentimento anti-Euro, ora vuole fondare un partito - e con l'aiuto di una grossa coalizione di imprenditori, professori, e cittadini impegnati vuole diventare, dopo i pirati, il nuovo grande partito della protesta.

La frustrazione dei cittadini si dirige prima di tutto verso la Grosse Koalition, dalla CSU fino ai Verdi, che hanno approvato un piano di salvataggio dietro l'altro. La critica dei ribelli all'interno della FDP e dell'Unione, da Frank Schäffler a Klaus-Peter Willsch, con la loro "Alleanza contro l'ESM" sembra scomparsa senza aver lasciato grandi risultati. La frustrazione sul tema, ora inizia a produrre aggregazione.

Un'opposizione extraparlamentare contro le attuali politiche europee inizia a formarsi. Non è né chiassosa né violenta. La sua forma di azione preferita è la raccolta di firme piu' che i sit-in di protesta, preferisce le tavole rotonde agli scontri di strada. Tuttavia, la nuova opposizione potrebbe mettere in difficoltà l'intera struttura politica della Repubblica federale.

Al centro del nuovo movimento ci sono i  Freie Wähler, che fino ad ora hanno avuto un ruolo significativo solo in Baviera - e ora con l'appoggio degli eurocritici vogliono svilupparsi in un partito federale anti-Euro. Una riunione federale prevista il 16 giugno, deciderà sulla partecipazione per la prima volta dei  Freie Wähler alle elezioni politiche del 2013. L'ha confermato ad Handelsblatt il presidente federale dei  Freie Wähler, Hubert Aiwanger. Molto vicino al movimento è anche Hans-Olaf Henkel, ex presidente della BDI (Confindustria tedesca).

" Il rifiuto delle politiche di salvataggio Euro sarà la proposta politica centrale per le elezioni del Bundestag", ha dichiarato Aiwanger. A livello federale il movimento punta al 5% - in Baviera nel 2008 il partito è entrato nel parlamento regionale con quasi il 10% dei voti. In molte città - fra queste ULM, Görlitz, Zittau, e Pirna - i Freie Wähler sono entrati nei parlamenti comunali con oltre il 10% dei voti.

Nelle elezioni regionali del Nordrhein-Westfalen i Freie Wähler hanno ottenuto solo 17.722 voti (0.2%), nello Schleswig-Holstein 7.823 voti (0.6%) e in Saarland 4173 voti (0.9%). Dall'altro lato, l'associazione federale dei Freien Wähler ha già raccolto 280.000 cittadini - ad esempio la FDP ha solamente 63.000 membri.

Le rivendicazioni politiche dei Freie Wähler sono state formulate in una petizione al Bundestag. Hanno infatti chiesto ai deputati di votare contro il meccanismo di stabilità europeo da 500 miliardi e contro il Fiskalpakt. I Freie Wähler vogliono bloccare il passaggio da una unione monetaria ad una unione delle garanzie. L'ESM "non è né legittimato democraticamente, né vi è un controllo parlamentare", si dice nella petizione.

"Il Fiskalpakt, sulla politica fiscale, limita  la sovranità dei parlamenti nazionali e dei suoi membri eletti democraticamente". Il 16 giugno i Freie Wähler intendono presentare le loro posizioni ufficiali sulla politica europea. Henkel, che lavora al progetto, spera di convincere i Freie Wähler a condividere la sua proposta di spezzare l'unione monetaria in un Euro-nord e in un Euro-sud.

Ma i Freie Wähler sono solo la punta di un movimento, che si è formato contro la politica europea tedesca. Sempre piu' professori, imprenditori, cittadini impegnati, sono dell'opinione che la cosiddetta politica "senza alternative" della cancelliera, non può rimanere davvero senza alternative. Si riuniscono in coalizioni e allenze abbastanza fluide, dove la distinzione fra forze parlamentari, extraparlamentari e lobby di interessi non è molto semplice. La "Bündnis Bürgerwille" ad esempio appartiene alla "Allenza contro l'ESM" a cui appartengono anche il ribelle FDP Frank Schäffler, il deputato CDU Klaus-Peter Willsch, l'associzione dei contribuenti (Steuerzahlerbund), l'associazione delle imprese familiari (Familienunternehmer-Verband) e l'associazione dei Giovani imprenditori.

I critici delle attuali politiche di salvataggio Euro vogliono ad ogni costo evitare che la Germania accetti ulteriori garanzie verso i paesi iperindebitati come la Grecia e il Portogallo. I padri spirituali del movimento non sono Karl Marx e Herbert Marcuse. I padri del movimento sono il presidente dell'Istituto IFO Hans-Werner Sinn, la cui critica agli euro-salvataggi è stata la prima chiamata alla resistenza, e l'ex presidente BDI Hans Olaf Henkel, sostenitore di una separazione dell'unione monetaria in un Euro-nord e in un Euro-sud.

Sinn nell'ottobre 2011 ha pubblicato "La dichiarazione di Bogenberg". "Siamo preoccupati per l'Europa e la Germania" dichiara il documento, l'Euro non soffre di una crisi di fiducia temporanea, "ma di una profonda crisi strutturale, che con l'ampliamento degli aiuti finanziari pubblici sarà solamente prolungata". Il consiglio BCE, ammoniscono Sinn e i vertici dell'IFO Institute, ha superato il proprio mandato, quando ha trasferito alle banche centrali  il compito di finanziare i debiti privati e pubblici dei paesi in crisi.

"Solo una politica restrittiva, fatta di poco denaro per i salvataggi", scrivono gli autori, "offre agli stati superindebitati degli incentivi al risparmio e la possibilità d migliorare la competitività di prezzo attraverso una riduzione dei prezzi e la moderazione dei salari" - una posizione, che anche l'ex presidente Bundesbank Alex Weber e l'ex capo-economista BCE Jürgen Stark condividono.

Top manager come l'ex presidente di Metro Eckhard Cordes, Roland Berger,  Klaus Mangold, il capo della catena di drogherie Dirk Roßmann e Peter-Alexander Wacker, presidente di Wacker-Chemie AG, hanno firmato la dichiarazione, in cui si sostiene, che la Germania con l'approvazione di una unione di trasferimento "accetterebbe un impegno finanziariamente troppo gravoso" visto che il 40% della popolazione dell'Eurozona vive nei paesi in crisi.  ---CONTINUA--

martedì 29 maggio 2012

Stark: chi propone gli Eurobond lo fa solo per egoismo

Jürgen Stark, ex membro tedesco della BCE, ricorda ai suoi connazionali quanto potrebbero essere pericolosi gli Eurobond per la Germania: perderemmo la tripla A e faremmo un regalo ai francesi.  Da Handelsblatt.de
Gli Eurobond, che il presidente francese richiede in continuazione, nascondono rischi - soprattutto per la Germania. Ne trarrebbero vantaggio in primo luogo i paesi in difficoltà. Inoltre sarebbero in violazione del trattato di Maastricht.

Il nuovo presidente francese durante la campagna elettorale ha fatto delle promesse molto impegnative. Tuttavia, l'attuazione del suo programma politico, anche se con delle rinunce, potrebbe ulteriormente peggiorare lo stato delle finanze pubbliche francesi. Senza una credibile strategia di consolidamento, la Francia presto dovrà pagare un rischio di premio sul suo debito superiore a quello attuale, dopo aver già perso la tripla A.

Hollande ha reso di nuovo attuale la discussione sugli Eurobond. Senza dover aspettare molto, ha ricevuto l'approvazione dai governi dei paesi in crisi: paesi con una elevato indebitamento pubblico e con un deficit in crescita. La proposta di Hollande è un segnale di solidarietà ai paesi periferici? Il nuovo presidente francese ha veramente intenzione di spianare la strada ad una unione del debito, in cui la Francia dovrà garantire per i debiti degli altri paesi Euro? La Francia sarà in grado di sopportare tutti gli oneri finanziari aggiuntivi?

Bisogna essere daccordo con la cancelliera, quando dice che gli Eurobond violano la clausola di no-bail out del trattato di Maastricht. Ma che cosa significa questo dopo le ripetute violazioni dei trattati operate dai leader europei? Gli Eurobond sono attrattivi per tutti quei paesi che non dispongono della tripla A.

Anche gli operatori finanziari appoggiano la creazione di obbligazioni europee comuni, in quanto potrebbero creare un mercato del debito molto piu' liquido. Ma gli Eurobond non risolvano nessuno dei problemi strutturali dei paesi indebitati. Al contrario, forniscono gli incentivi sbagliati. La disponibilità alle riforme sarebbe indebolita, e l'indebitamento pubblico riprenderebbe a correre.

Gli Eurobond rappresentano un enorme trasferimento di ricchezza da un paese all'altro. La Germania perderebbe la propria tripla A. L'istituto IFO di Monaco prevede per la Germania costi aggiuntivi di finanziamento per decine di miliardi di Euro. E questo in aggiunta alle garanzie che il  Bundestag ha già approvato.

La Francia deve aver paura, di finire sotto l'attenzione dei mercati.

La Francia sarebbe davvero pronta a garantire per i debiti di altri paesi membri e ad accettare ulteriori rischi finanziari? Oppure Parigi solidarizza con i paesi in crisi per spostare il rischio su soggetti terzi e rendere gli altri responsabili delle promesse elettorali fatte?

Il motivo è comprensibile, se si segue lo sviluppo delle finanze francesi e lo stato dell'economia. La dinamica del debito è in crescita costante, le necessità di riforma dell'economia sono urgenti. Secondo i dati della commissione europea, il debito pubblico nel 2012 raggiungerà il 90.5 % del PIL  e nel 2013 salirà al 92.5 %. La quota dello stato nell'economia è del 56 %, di gran lunga la piu' alta nell'area Euro. La Francia non ha una forte classe media. Con una crescita dei salari dal 1999 di circa il 20% superiore rispetto a quella tedesca, la Francia ha perso competitività di prezzo; la disoccupazione è quasi il doppio che sull'altra sponda del Reno.

La Francia teme di dover pagare premi di rischio significativamente piu' alti  sui suoi futuri titoli di stato e di finire sotto l'attenzione dei mercati finanziari. Al momento gli interessi sulle obbligazioni francesi decennali sono di 135 punti superiori a quelli tedeschi.  Gli Eurobond potrebbero limitare il rischio di un ulteriore significativo aumento dei rendimenti. Questo signfica tuttavia, che gli altri stati membri dovrebbero accettare una responsabilità illimitata, senza avere alcun controllo sulle spese dei paesi beneficiari. Oltre a fornire gli incentivi sbagliati, per gli Eurobond non esiste alcuna legittimazione democratica. 

Con una ulteriore tassazione del settore finanziario non si otterrà molto fino a quando governi e i parlamenti spenderanno piu' di quanto incassano con le tasse. Questa differenza fra entrate e uscite deve essere colmata con il ricorso al mercato - secondo le condizioni dettate dal mercato. E ora, proprio questo correttivo del mercato,  verrebbe scardinato dagli Eurobond.

I rischi spagnoli delle banche tedesche

Faz.de (Frankfurter Allgemeine Zeitung) ci dà i numeri sull'esposizione bancaria tedesca verso la Spagna. 112 miliardi sono ancora nel paese iberico, ma il disimpegno è in corso. Cosa sarebbe successo a questi crediti se la BCE non avesse fornito liquidità illimitata?
Dopo lo scoppio della bolla immobiliare le banche tedesche hanno ridotto la loro esposizione in Spagna, hanno ancora tuttavia 112 miliardi di Euro al fuoco. I prestiti piu' grandi li ha fatti la Deutsche Bank. Anche lo stato federale tedesco sarebbe colpito dalla crisi spagnola

Il presidente dell'Associazione delle banche tedesche  (BDB), Andreaz Schmitz parla di un'esposizione significativa delle banche tedesche in Spagna. I dati appena pubblicati della Bundesbank, tuttavia, mostrano che il termine significativo è un po' riduttivo. Alla fine di febbraio le banche tedesche avevano un'esposizione verso la Spagna per 112 miliardi di Euro. E' il volume di credito piu' alto che le banche tedesche hanno verso un paese europeo in crisi. In Italia sono 100 miliardi di Euro, in Irlanda 71 miliardi, in Portogallo e Grecia 22 miliardi ciascuno. Nell'unione monetaria il settore bancario tedesco è esposto per una cifra maggiore solo verso la Francia (146 miliardi di Euro), e verso l'Olanda (121 miliardi di Euro).

Dopo lo scoppio della bolla e l'escalation della crisi, le banche tedesche hanno fatto rientrare parte dei loro capitali dalla Spagna. Nei 12 mesi precedenti al febbraio 2012 il rischio è stato ridotto del 14%.  I crediti verso le banche spagnole sono stati ridotti del 19%, fino a 42 miliardi, quelli verso le imprese del 9.5% fino a 52 miliardi di Euro, e nei confronti del settore pubblico del 15 % fino a 18 miliardi di Euro. Il valore dei crediti immobiliari, quelli piu' a rischio, non è individuabile dai dati della Bundesbank. Dovrebbero tuttavia entrare nel settore dei crediti alle imprese. 

A fine marzo la Commerzbank ha dichiarato di avere 4 miliardi di crediti verso il settore immobiliare spagnolo. Questo è il volume piu' alto conosciuto per una banca tedesca. Motivo di preoccupazione per Commerzbank è la controllata Eurohypo, concentrata sul finanziamento immobiliare e statale. Nel complesso la Commerzbank ha concesso in Spagna crediti per 14.2 miliardi di Euro. Di questi 4.4 miliardi alle banche, 2.9 miliardi allo stato e 3 miliardi alle imprese. 

I crediti piu' rilevanti verso la Spagna li ha Deutsche Bank (DB). Il volume a fine marzo era pari a 29 miliardi di Euro. Da sola Deutsche Bank ha prestato 11.4 miliardi di Euro a privati cittadini. A causa della recesione e dell'alta disoccupazione la banca dovrà fare i conti con probabili perdite. Anche nei confronti delle banche, con 6.4 miliardi DB è l'istituto tedesco con la maggiore esposizione; verso le imprese spagnole ha 9.7 miliardi di crediti, e nei confronti dello stato 1.4 miliardi. Queste sono tuttavia cifre lorde. Attraverso garanzie, assicurazioni e coperture, il rischio spagnolo si riduce da 29 a 14 miliardi di Euro. Vistosa è la riduzione del rischio verso le persone private, che passa da 11.4 miliardi a 1.9 miliardi di Euro.

Anche lo stato tedesco potrebbe essere coinvolto dalla crisi spagnola. Il fondo per lo sviluppo della nazionalizzata Hypo Real Estate, la FMS Wertmanagement, a fine giugno 2011 aveva verso la Spagna crediti per 11 miliardi di Euro. Il maggiore importo è  per 9.9 miliardi di Euro verso il settore pubblico. I finanziamenti verso il settore immobiliare ammontano a 900 milioni di Euro. Per i rischi della FMS Wertmanagement garantisce il fondo statale per il salvataggio bancario Soffin.

La terza banca tedesca, la DZ Bank, alla fine del 2011 aveva crediti verso la Spagna pari a 7.6 miliardi di Euro. Le obbligazioni rappresentavano la parte principale, con una somma pari a 7.1 miliardi. 3.1 miliardi di Euro sono verso il settore pubblico, e 4 miliardi verso le imprese o le banche. La Landesbank Baden-Württemberg (LBBW) all'inizio del 2011 aveva un impegno verso la Spagna per 5.9 miliardi di Euro, 2.6 di questi verso le banche. 

Gli Eurobond sono il socialismo degli interessi

Rainer Brüderle, il capogruppo FDP (liberali) al Bundestag prende al volo l'occasione e si lancia in un attacco contro gli Eurobond. Da Welt Online.
Il capogruppo della FDP Rainer Brüderle in un'intervista a Welt Online si è espresso chiaramente contro l'emissione di obbligazioni comuni nell'Euro zona. Che i paesi di successo devano pagare per i paesi viziosi, "posso escludere che accadrà".

Il leader FDP Rainer Brüderle ha escluso categoricamente l'introduzione delle obbligazioni europee comuni proposte dal presidente francese.

"Gli Eurobond sono il socialismo del debito, che la Germania e gli altri paesi virtuosi pagherebbero molto caro", ha detto al quotidiano Die Welt. "Con noi non sarà fatto". 

"Savoir vivre, non puo' significare che solo pochi pagano e tutti gli altri se la spassano. Ci dobbiamo concentrare sulla giusta politica di crescita. Solo allora i desideri di crescita di Hollande si potranno coniugare con la cultura della stabilità tedesca", ha sottolinato Brüderle.

Per stimolare la crescita, senza fare nuovi debiti, Brüderle ha proposto un nuovo mercato europeo del lavoro. "La Germania non ha un numero sufficiente di tirocinanti, Francia e Spagna invece hanno un'alta disoccupazione giovanile. Per questo potremmo offrire ai giovani francesi e spagnoli un tirocinio in Germania", ha dichiarato il leader FDP. "Questo aiuterebbe i giovani, e aiuterebbe la Germania".

Brüderle ha infine caldeggiato la candidatura di Schäuble (CDU) come nuovo capo dell'Eurogruppo: "Schäuble è un grande esperto e un grande europeista. E' conosciuto e rispettato in tutta Europa".

lunedì 28 maggio 2012

Null komma null!

Su Handelsblatt.de scopriamo che lo stato tedesco ormai prende a prestito allo 0.0% (Null komma null). E' abbastanza chiaro perchè Berlino non vuol sentire parlare di Eurobond.
Gli assurdi della Eurocrisi: gli investori si contendono obbligazioni, per le quali sono disposti a regalare il denaro. Ne approfitta lo stato tedesco, che  per la prima volta nella storia prende del denaro a prestito senza pagare interessi.

Nessuno prima di Wofgang Schauble (CDU) era riuscito a fare nuovi debiti a tassi cosi' bassi: per la prima volta lo stato tedesco prende denaro a prestito, senza dover pagare un singolo centesimo di interessi. Nonostante ciò, gli investitori si contendono le obbligazioni a durata biennale. 

L'asta di titoli del debito pubblico con un cedola dello 0.0 % ha portato nelle casse dello stato 4.6 miliardi di Euro, come annunciato dal ministero. La domanda di obbligazioni è stata robusta: ha superato l'offerta di 1.7 volte. Il governo federale ha valutato il risultato "economicamente molto buono", secondo quanto dichiarato da un portavoce del ministero. "La ricerca di qualità è stata premiata". 

Il motivo del forte interesse per l'obbligazione senza cedola è il suo status di porto sicuro. "Chi cerca un parcheggio per il proprio denaro, non può evitare le obbligazioni tedesche", ha detto l'analista di Commerzbank David Schnautz. "Per gli investitori si tratta del solo mantenimento del capitale. Con le obbligazioni tedesche, infatti, possono essere sicuri di ottenere indietro tutto il denaro investito". La vede nello stesso modo l'esperto di obbligazioni Richard McGuire di Rabobank, che da Londra ci dice: "Per gli investitori spaventati dalla crisi, la restituzione del capitale è piu' importante della rendita".

Per gli obbligazionisiti c'è perfino la possibilità di rivendere i titoli sul mercato realizzando un guadagno. "Se la crisi del debito dovesse continuare a peggiorare, ulteriori investitori si sposterebbero verso le obbligazioni tedesche", ha detto Schnautz. " I loro corsi a causa della forte domanda potrebbero crescere ulteriormente, in modo da ottenere alla fine una buona rendita".

La Repubblica Federale quest'anno deve prendere a prestito 252 miliardi, per rimborsare le vecchie obbligazioni e finanziare i nuovi debiti. Mentre Schauble risparmia miliardi di costi per gli interessi, i tassi bassi rappresentano un problema per le assicurazioni sulla vita e per i fondi pensione. Sono infatti prudenzialmente obbligati a investire una parte dei loro guadagni in obbligazioni sicure. Poiché il tasso di inflazione in Germania è di un 2% abbondante, i tassi reali sono in area negativa. Per le assicurazioni sarà quindi difficile, mantenere le promesse di alti rendimenti. 

Anche se l'agenzia del debito si è orientata verso una cedola dello 0.0%, "La Repubblica Federale non intende collocare obbligazioni con un tasso negativo", ha dicharato il portavoce del ministero. "La cedola dello 0.0% rappresenta il limite verso il basso".

Dello status di porto sicuro garantito dal Bund, ha approfittato anche la banca di stato KFW (Kreditanstalt für Wiederaufbau): ha infatti raccolto 5 miliardi sul mercato. Il tasso per le obbligazioni triennali è stato dello 0.625 %, livello mai raggiunto in precedenza. 

A gennaio invece allo stato era perfino riuscito il capolavoro, di guadagnare denaro facendo debito. Con la vendita di obbligazioni a sei mesi, lo stato ha raccolto 3.9 miliardi ad un tasso negativo dello - 0.0122 %. Secondo i calcoli di Reuters lo stato ha ottenuto un premio di circa 242.000 €.

domenica 27 maggio 2012

Eurobond: whisky per l'alcolizzato

Sulla Sueddeutsche Zeitung, quotidiano progressista di Monaco, scopriamo che Brüderle, leader liberale, definisce gli Eurobond come il "whisky per l'alcolizzato". Al di là dell'espressione da campagna elettorale, anche il quotidiano bavarese si allinea alle posizioni di Berlino e rifiuta la proposta di Hollande. Un commento di Claus Hulverscheidt, capo redattore Economia.
"Stupidaggini" o "socialismo degli interessi" ha definto Brüderle, capogruppo della FDP, la richiesta di emettere obbligazioni europee comuni  - i cosiddetti Eurobond. Anche se ormai se ne discute, e non sono piu' un tabu. Ci sono argomenti a loro favore, ma anche contro. Per questo gli Eurobond non devono essere all'inizio, ma alla fine del processo di integrazione.

Rainer Brüderle mercoledi ha preso una lunga rincorsa, prima di riuscire a dire una verità sorprendente. La richiesta del presidente Hollande, di emettere Euro-bond, è una "stupidaggine" e un "socialismo degli interessi", ha detto il capo del gruppo liberale in un'intervista alla radio.

Si potrebbe allora "regalare ad un alcolizzato una cassa di whisky". E questo lo sapevamo. Ma poi ha aggiunto con naturalezza: "Non escludo, che alla fine uno sviluppo ci possa essere". E questo giunge nuovo.

Ora bisognerebbe dire che la frase di Brüderle era un po' lunga e conteneva una lista di cautele. E' tuttavia sorprendente la dichiarazione, che la FDP fino ad ora aveva considerato gli Eurobond un tabu'.

Nel merito ci sono molte buone argomentazioni contro gli Eurobond. E queste possono essere formulate solamente da chi prende parte al dibattito, e non da chi cerca di soffocare la discussione. Se sempre piu' stati chiedono alla Germania di emettere gli Eurobond, allora la saggezza politica consiglerebbe, di discuterne con i paesi che si fanno portatori della proposta, Francia e Italia prima di tutto, invece di ignorarli.

Che cosa sono gli Eurobond? Detto in parole semplici, la Germania deve offrire degli interessi molto bassi, la Spagna al contrario molto alti. Se in futuro gli stati potessero vendere titoli del debito comuni, per alcuni paesi i costi di finanziamento salirebbero, per altri scenderebbero. E i mercati finanziari inoltre non potrebbero speculare contro i singoli stati. 

Inoltre, un altro problema di mercato sarebbe eliminato: i paesi Euro offrono le loro obbligazioni in una moneta straniera, in Euro esattamente. Poichè alla loro banca centrale manca la sovranità monetaria, in caso di insolvenza non possono semplicemente stampare denaro. Gli investitori non hanno la sicurezza al 100% di rivedere il loro capitale per intero. 

Tutto questo parla a favore degli Eurobond. Ci sono tuttavia degli argomenti contrari molto forti. Una condivisione del debito per paesi come la Germania, i cui costi di finanziamento crescerebbero, è accettabile solo nella misura in cui gli altri partner si obbligano ad una stretta disciplina di bilancio. Volersi opporre al Fiskalpakt come fa Hollande, e nello stesso momento chiedere gli Eurobond - non può funzionare.

Di piu': chi vuole gli Eurobond deve essere pronto a trasferire a livello UE il controllo sulle entrate e le uscite del proprio stato. Altrimenti potrebbe accadere, che al contribuente francese un giorno venga presentato il conto di un abbassamento delle tasse in Grecia finanziato con il ricorso al debito. 

Per un tale trasferimento di competenze - per quello che sappiamo - anche Hollande non è pronto. Infine: gli Eurobond libererebbero i paesi oggi in difficoltà dalla pressione di realizzare delle riforme dolorose ma necessarie. Detto altrimenti: le turbolenze non sarebbero eliminate, ma addirittura prolungate.

Da tutto questo segue, che le obbligazioni europee comuni, non dovranno essere all'inizio - come anche Brüderle dice giustamente - ma alla fine di un ulteriore processo di integrazione europeo. La loro introduzione allora sarebbe anche logica. La cancelliera Merkel dovrebbe inviare questo segnale anche nelle altre capitali europee: la Germania è pronta a parlarne - sei il percorso per arrivarvi è quello giusto.  

SPD e Verdi si smarcano dagli Eurobond

SPD e Verdi, dopo aver letto che 4 tedeschi su 5 sono contrari agli Eurobond, si smarcano dalla proposta Hollande e prendono tempo: prima modifichiamo i trattati e poi ne riparleremo. E' possibile governare leggendo ogni giorno i sondaggi? Da Faz.net
Spd e Verdi si sono espressi contro la proposta di Eurobond avanzata dal presidente francese Francois Hollande. Il leader SPD Gabriel, ha definito il dibattito alquanto bizzarro. 

SPD e Verdi prendono le distanze dalla proposta di Eurobond avanzata dal leader Hollande. Il dibattito è bizzarro, ha dichiarato il leader SPD Sigmar Gabriel giovedi alla ARD "Si tratta di debiti garantiti dalla collettività, che probabilmente non vedremo nell'unione monetaria".

Il capogruppo dei Verdi al Bundestag, Jürgen Trittin, ha dichiarato a Deutschlandfunk, che gli Eurobond economicamente sono una buona idea. Per questo devono essere modificati i trattati europei, ma per fare questo manca il tempo. Gabriel si è pronunciato invece per un modello, dove solo una parte del debito viene messo in comune, quello sopra il 60 % del PIL, e che in 25 anni dovrà essere ripagato.

Anche Trittin ha lodato questa soluzione: "Abbiamo bisogno di un fondo comune per il debito". Questo è un modo, per evitare la speculazione contro i singoli stati. 

Il capogruppo parlamentare della SPD Oppermann ha dichiarato mercoledi, che si potrà pensare agli Eurobond, quando avremo un governo  comune  dell'economia e una stessa politica di bilancio in Europa. "Da questo siamo ancora molto lontani", ci dice. L'inversione di tendenza descrive la grande distanza dai socialisti francesi. Nel progetto di crescita per l'Europa presentato mercoledi a Brussel da Gabriel, durante un incontro dei socialdemocratici europei, gli Eurobond non hanno trovato spazio: si è parlato invece di un fondo comune per il debito europeo.

Mentre ora la SPD ci dice, che  in realtà non hanno mai proposto lo strumento dell'Eurobond in maniera incondizionata, non rivelano pubblicamente la verità: la SPD ha semplicemente compreso, che una messa in comune del debito europeo è molto impopolare fra i tedeschi. 

venerdì 25 maggio 2012

Sarrazin: L'Europa non ha bisogno dell'Euro

Seconda parte dell'intervista su FAZ.net a Thilo Sarrazin. La prima parte è qui.
FAZ: Come si è comportato Weber?

SA: Weber non era certo fra i politici piu' dotati.  Nel weekend del salvataggio, deve essere stato colto di sorpresa dagli eventi, altrimenti ne avrebbe parlato con noi. E' rimasto meravigliato, come l'allore direttore BCE Jurgen Stark

FAZ: Da allora la Bundesbank è sempre in minoranza. Quale influenza ha ancora sul consiglio BCE?

SA: Ha l'inlfuenza che la gentilezza e l'intelligenza degli altri le lasciano. E' stato significativo vedere come la cancelliera abbia lodato Draghi per il suo "Dicke Bertha", il gigantesco prestito a 3 anni. C'è un gioco delle parti fra Schäuble e la Merkel, che hanno comprensione per la politica di Draghi, e che non vi si oppongono, ma allo stesso tempo lo pregano, di rispettare la sensibilità della Bundesbank

FAZ: Qual'è l'influenza dell'attuale presidente della Bundesbank?

SA: Weidmann è sotto la pressione del suo apparato. Weidmann a differenza del suo predecessore Weber, comprende molto bene il gioco politico e mette la cancelliera sotto pressione. Solo che non può permetterselo molto spesso. Che Schäuble non sopporti Weidmann ormai è diventato piu' che chiaro.

FAZ: Lei considera credibile l'argomento del rischio contagio, con il quale i paesi salvatori giustificano le loro politiche?

SA: Io lo prendo sul serio, ma dico che ci deve essere un rischio contagio. Solo in questo modo dopo una fase di squilibri finanziati a debito si può andare verso una adattamento, che necessariamente bisogna sopportare. 

FAZ: Nel suo libro lei argomenta come se l'Euro ancora non ci fosse e si dovesse ancora decidere sulla sua introduzione. Siamo ormai al decimo anno. Non dovremmo decidere su presupposti completamente diversi? Ora è qui.

SA: Ora scegliamo come un capitano, il cui piano di battaglia originale è fallito. E ora che metà della sua truppa è caduta e l'altra metà è minacciata dall'accerchiamento, riconosce i suoi errori.

FAZ:Che cosa fa allora il capitano?

SA: Cerca una ritirata ordinata. Secondo Clausewitz il ritiro ordinato è l'operazione militare piu' difficile. 

FAZ: Quindi un'uscita dall'Euro?

SA: Per rimanere nella metafora militare, per noi la linea da difendere sarebbe: rispettare le regole del trattato di Maastricht. Primo: no  bail-out. Secondo: la banca centrale deve certamente avere uno spazio di manovra. Ma quando vediamo che la stabilità dei prezzi viene minacciata a favore di altri obiettivi, che non hanno nulla a che fare con il compito della banca centrale, possiamo allora dire che interrompiamo la nostra collaborazione con gli organi della BCE.

FAZ: I politici tedeschi sembrano abituarsi ad un'inflazione del 3%. Se l'unione monetaria diventa una comunità di inflazione, che cosa significa per i risparmi di un paese che sta invecchiando?

SA: Schäuble ha messo sul tavolo della discussione il 3% in maniera smaliziata. Ha iniziato con una relativizzazione, come all'inizio con gli aiuti per la Grecia, che si pensava dovessero essere delle somme limitate. Con il suo 3% ha reso pubblico il fatto che considera come accettabile questo livello di inflazione. Questo mostra la mancanza di comprensione che Schäuble e il suo ministero hanno; è arrivato al punto di non farsi piu' consigliare. I funzionari gli dicono di sì, ma non gli si avvicinano piu'.

FAZ: Perchè il pericolo inflazione non viene dibattuto pubblicamente? C'è un tabu?

SA: Su questo argomento non c'è una voce forte all'interno del dibattito democratico. Lo considerano un paradosso, ma fra i migliori economisti e politici apprezzo Jürgen Trittin dei Verdi. Ha capito la natura del rischio, ma sta facendo un'altra politica, che io considero corretta.

FAZ: E Schäuble tollera gli sviluppi?

SA: Li accetta. Non conosco la profondità della sua comprensione per le questioni economiche. Certamente non mi sarei aspettato che a oltre 60 anni sarebbe potuto diventare ministro degli interni. Al contrario, ha ottenuto anche la leadership del ministero delle finanze. La ricetta di Schäuble  funziona solo se in Europa c'è un'inflazione del 4 0 5%, in Germania un po di piu' e nella periferia un po' meno. Io non sono in principio un oppositore dell'inflazione. La Turchia sta andando molto bene con un'elevata inflazione, rapida crescita,  e svalutazione della moneta. Da noi non funziona così. Soprattutto perchè abbiamo una popolazione che sta invecchando, che deve finanziarsi la pensione. E il cui capitale sarà inflazionato.

FAZ: Perchè troviamo così difficile pagare per la Grecia? In fondo la Germania occidentale finanzia ad esempio il Mecklenburg-Vorpommern.

SA: La Grecia è solo la punta dell'iceberg. Inoltre i Mecklemburghesi sono molto piu' responsabili dei greci con il denaro e hanno un bilancio in ordine. Spendono solo quello che ricevono dalle tasse e dal finanziamento statale, e quello che i turisti lasciano nelle località turistiche sul Mar Baltico. Nulla di piu'.

FAZ: Un trasferimento fiscale sarebbe anche nelle idee della sinistra greca

SA: Quello che 60 milioni di tedeschi dell'ovest si sono potuti permettere per i 17 milioni dell'est, non lo possono certo ripetere per 400 milioni di europei. I greci hanno ricevuto aiuti dalla UE anche prima della crisi del debito, aiuti che corrispondono al 150 % del PIL. Avrebbero potuto ottenere molto di piu', perchè il paese è cosi' piccolo e piace a tutti. Se solo avessero sistemato le loro spiagge, costruito dei bei chioschi, e non avessero sperperato il denaro. Ma continuare a sostenere l'abbondante spreco di denaro, non è una buona idea anche per la Grecia.

FAZ: L'Euro fra 5 anni sarà ancora qui?

SA: Non lo so. Vedo una probabilità del 20% che ad un certo punto l'amicizia fra Francia e Germania possa non funzionare piu'. L'Euro nel lungo periodo può sopravvivere solamente se gli altri paesi in ambito economico si comporteranno come la Germania. Se ci si rende conto che gli altri paesi non intendono farlo, si devono trarre le dovute conseguenze.

martedì 22 maggio 2012

L'Europa non ha bisogno dell'Euro

Esce il nuovo libro di Thilo Sarrazin, ex membro SPD e Bundesbank, cacciato dopo aver pubblicato un best seller contro l'immigrazione in Germania. Questa volta l'obiettivo dei suoi attacchi è la moneta unica: l'Euro è un imbroglio e non serve a nulla. Ennesimo libro contro la moneta unica o manifesto dell'euroscetticismo? Una cosa è certa, venderà tanto. Lunga intervista della FAZ
Nel suo nuovo libro sulla crisi, che ha presentato martedi, attacca una larga parte della classe politica, pronta a fare di tutto per stabilizzare l'Euro.

FAZ: Herr Sarrazin, prima la Germania si stava annullando (precedente libro), e ora non abbiamo piu' bisogno dell'Euro. Perchè le piacciono tanto le distruzioni?

SA: Il mio punto di vista critico deriva dalle esperienze avute come politico e funzionario. E' molto difficile  nelle strutture democratiche sviluppare delle decisioni che riescano a prendere in considerazione gli effetti di lungo periodo.

FAZ: Non è sempre stato così?

SA: Per questo il mondo non ha sempre funzionato bene, come sarebbe stato possibile. Ci sono sempre tuttavia delle isole che funzionano relativamente bene

FAZ: Perchè in Europa l'ordine è andato perduto?

SA: Lei ora lo ha sottolineato. La conoscenza va perduta quando le persone muoiono. Deve essere sempre acquisita di nuovo. Ma questo avviene sempre in maniera limitata. Ed è  quanto accaduto con il quadro normativo liberale, che sembra in gran parte dimenticato.

FAZ: Che cosa c'entra questo con la moneta unica?

SA: Il progetto della moneta unica era stato giustificato politicamente con l'obiettivo di una Europa unita. Ma quale deve essere il contenuto di una nazione europea futura o di uno stato federale? L'elemento formativo dell'Europa sono le culture, che corrispondono con i confini linguistici. La perdita di una lingua comune delle elite, come un tempo era il latino, piu' tardi il francese o il tedesco, è qualcosa di molto significativo. L'inglese è solo una sostituzione condizionale. L'Europa senza  la Gran Bretagna è una costruzione dove i partecipanti, quando parlano l'uno con l'altro, si comprendono in una lingua straniera. Si può naturalmente costruire uno stato con piu' lingue, ma le difficoltà crescono.

FAZ: Quale potrebbe essere allora il denominatore comune?

SA: Tre elementi: pace e libertà; lavoro per tutti; benessere. Dopo che i conflitti etnici sono stati risolti, la pace non è piu' minacciata. Abbiamo numerose istituzioni internazionali che regolano la vita comune. L'errore storico è stato voler utilizzare la moneta unica come elemento trainante per portare avanti l'integrazione europea.

FAZ: Lei analizza gli errori compiuti alla nascita dell'Euro e quelli fatti durante la sua crescita. L'Euro non è stata una buona idea. Perchè allora è stato fatto?

SA: Il motivo trainante era la volontà del cancelliere Helmut Kohl, il quale aveva promesso, che l'unione politica sarebbe seguita. Questo è stato un atto di imbroglio politico.

FAZ: Può la volontà politica ignorare alla lunga i dati economici?

SA: La ragione economica ci dice che sarebbe meglio tornare ad un sistema integrato ma con tassi di cambio variabili. Poichè non possiamo costringere i francesi a seguire il nostro modo di intendere l'economia. Ma l'esperienza ci insegna anche che è possibile governare contro i principi economici anche per 10, 20, 50 o addirittura 70 anni. L'intero sistema socialista è stato gestito in questo modo.

FAZ: L'Euro oltre a essere un errore, è anche un disastro per l'Europa?

SA: Quali vantaggi ha, se dovesse avere successo? Si risparmiano i costi di cambio e si rendono piu' facili le transazioni. Questo può portare lo 0.1 o lo 0.2 % di crescita. Ma se non dovesse funzionare, gli svantaggi sono in maniera sproporzionata piu' grandi dei possibili vantaggi. Il ministro delle finanze Wolfgang Schäuble ha recentemente dichiarato, il 3% di inflazione sarebbe ancora normale. Nello stesso tempo vende le sue obbligazioni federali (Bundes) all' 1.5% di interesse. Schauble crede che i debiti dello stato saranno annullati. E quest'uomo diverrà capo dell'Eurogruppo.

FAZ: Un princio di fondo dell'unione monetaria, la clausola di no bailout, con cui si doveva evitare il trasferimento del debito da un paese all'altro è perduta. Perchè i mercati hanno giocato a lungo il gioco della convergenza dei tassi, nonostante questo divieto?

SA: Molti dei nostri partner alla firma del trattato di Maastricht hanno visto prima di tutto l'aspetto dell'opportunità e meno quello del vincolo. De Gaulle disse una volta, i trattati sono come i fiori e le giovani donne; hanno il loro tempo. Gli altri partner hanno sottovalutato, quello che intendevamo con l'indipendenza della banca centrale. Non hanno pensato, che il principio del no-bailout significava che da noi non avrebbero ricevuto denaro. Questa incomprensione c'è stata anche sui mercati. Come funzionario di lungo periodo del ministero delle finanze arrivo dalla tradizione della politica monetaria tedesca. Il finanziamento degli stati mediante la banca centrale è impensabile, vera e propria pornografia finanziaria. Per questo motivo non abbiamo riflettuto sul fatto, che per gli altri paesi l'acquisto di debito pubblico mediante la banca centrale può avvenire senza problemi.

FAZ: Che cosa succede quando gli investitori riconoscono che i titoli di stato europei non sono piu' così sicuri?

SA: Il rimborso delle obbligazioni greche non era mai stato in discussione, perchè inchiostro sufficiente per la stampa di denaro ce ne sarebbe sempre stato. Questo oggi non è piu' valido. L'euro è per il finanziamento di ogni stato una moneta straniera. Quando 10 anni fa l'Argentina è fallita, ho detto al parlamento di Berlino, che a confronto con quello della città di  Berlino il bilancio argentino era relativamente solido. La differenza era che l'Argentina si era indebitata in dollari. Per l'area Euro ci sono 2 modi per affrontare il problema. Il primo privilegia le banche, e sarebbe: alla fine la banca centrale dovrà essere prestatore di ultima istanza. Sarebbe stato piu' corretto dire: dobbiamo gestire gli stati come privati o aziende. Con obbligazioni di bassa qualità saranno costretti a pagare per i debiti dei tassi di interesse superiori.

FAZ: Lei scrive però che per la sopravvivenza dell'Euro "nel contesto della ragionevolezza", deve essere fatto tutto il necessario. A che cosa pensa?

SA: La Germania non ha nessun'altra scelta, se non quella di rimanere fedele ai trattati. Questo significa, una volta che le garanzie sono state offerte devono essere rispettate. Piu' queste posizioni vengono sostenute con forza,  meglio saranno comprese dagli altri. La cancelliera Merkel deve dire chiaramente al nuovo presidente francese, che la Germania sul Fiskalpakt non intende retrocedere.

FAZ: Ritiene che il firewall del fondo di salvataggio abbia senso e sia utile?

SA: Lo considero un imbroglio. Mi ricordano i muri del reattore di Fukushima. Per la marea normale resistono, ma non sono necessari - questo è il caso della Grecia. Un muro destinato a tenere, dovrebbe essere grosso a sufficienza per la Spagna. Poi si potrebbero reinserire gli Eurobond, che garantiscono per tutti gli stati.

FAZ: Lei pensa sia un'illusione il ritorno al rispetto dei trattati e un rilancio della clausola di No - bailout?

SA: La possibilità di un ritorno della politica ai principi fondativi la considero molto piccola. Questo non significa che non sia giusto o che non sia possibile. Ma l'avvicinarsi della catastrofe che molti politici ipotizzano non esiste davvero. L'Europa può vivere molto bene anche senza l'Euro.

FAZ: Lei descrive come in una teleconferenza notturna del maggio 2010 la BCE decise di acquistare le obbligazioni dei paesi in crisi, contro la volontà dei membri del consiglio tedeschi. Perchè la Bundesbank non ha reso pubblico questo sviluppo prima?

SA: La classe politica nel complesso non ha capito bene  che cosa il trattato di Maastricht fosse in realtà. Horst Köhler, che lo sapeva, è stato a lungo presidente della Bundesbank e ha taciuto. Hans Tietmeyer era già in pensione e non ha piu' esternato sull'argomento. Otmar Issing ha lottato. Helmut Kohl era malato. Theo Waigel parlava di pace in Europa. E Peer Steinbruck era già stato assunto come pompiere della crisi finanziara mondiale, l'Euro nel suo periodo da ministro non era stato un problema. E poi è arrivato Wolfgang Schäuble. Schäuble a causa della sua socializzazione è un tipico prodotto degli anni '50. Al centro della sua azione politica c'è l'impegno "mai piu' guerra in europa" e "l'amicizia franco-tedesca" e alla fine lo sviluppo di uno stato europeo nel quale la Germania dovrà integrarsi. Schäuble crede in questo.

FAZ: Che cosa stava accadendo ai vertici della Bundesbank, al quale lei apparteneva?

SA: Secondo la mia impressione il precedente presidente della Bundesbank Weber aveva un limitato contatto con la cancelliera. Nel consiglio della Bundesbank manteneva un profilo basso. Eravamo divisi in consiglio. Un altro membro ed io eravamo fortemente contrari ad ogni violazione della clausola di no-bailout e se necessario pronti a sopportare un'insolvenza della Grecia. Un altro membro del consiglio voleva evitare il fallimento della Grecia a tutti i costi, paventando una Lehman 2. Altri 2 membri mantenevano un profilo basso come Weber. In questa situazione ho tenuto un discorso a Salisburgo, dove ho detto che un fallimento della Grecia non sarebbe stato un disastro. Se avessimo aiutato i paesi in difficoltà, avremmo creato le condizioni per un aumento dell'inflazione. Weber mi ha pregato di rivedere, quello che io non intendevo accettare. Questa è stata la sola dichiarazione della Bundesbank prima del 10 maggio 2010.


---CONTINUA---


lunedì 21 maggio 2012

Ma noi abbiamo ancora bisogno di voi?

L'ufficio centrale di statistica (Statistisches Bundesamt) ha recentemente pubblicato i dati sulle esportazioni tedesche del 2011. Il commercio estero tedesco dipende sempre meno dai paesi UE (59%) e dall'unione monetaria (39,7%), la domanda che alcuni iniziano a farsi è: quanto è ancora importante l'unione monetaria per la Germania?
59% dell'export tedesco nel 2011 è stato assorbito dall'UE.

Nel 2011 il 59.2 % dell'export tedesco è andato verso i paesi membri dell'Unione europea. Come comunicato dall'ufficio statistico, è il dato piu' basso da 20 anni. Negli ultimi 5 anni la quota di esportazioni tedesche verso l'UE è scesa dal 64.6% al 59.2 %.

Nell'ambito del continuo processo di globalizzazione, i partner commerciali tradizionali come gli stati membri UE o gli Stati Uniti (scesi dal 7.6% del 2007 al 7.0% del 2011) perdono ulteriormente peso. Questo è dovuto allo sviluppo di nuovi mercati, che  in misura sempre maggiore partecipano al commercio internazionale. Il commercio internazionale si muove infatti verso quei paesi ricchi di popolazione con economie in forte crescita, i cosiddetti BRIC (Brasile, Russia, India e Cina) che negli ultimi anni hanno acquistato una certa importanza come partner commerciali per la Germania. La crescita piu' forte per i prodotti tedeschi è stata sul mercato cinese: nel 2007 le imprese tedesche hanno consegnato in Cina il 3.1 % del loro export, nel 2011 la quota ha raggiunto il 6.1 %. L'export nella federazione russa è cresciuto dal 2.9% del 2007 al 3.2% del 2011, la quota del Brasile dallo 0.7% all'1.1% e la quota indiana dallo 0.8% all'1%.


Principali 10 saldi commerciali positivi 2011 (miliardi di Euro)

Frankreich 35 249,4
Vereinigte Staaten von Amerika 25 359,8
Vereinigtes Königreich 20 596,5
Österreich 20 186,7
Italien 13 894,4
Spanien 12 378,5
Polen 11 114,0
Schweiz 10 829,8
Belgien 8 581,4
Türkei 8 387,6



Principali 10 saldi commerciali negativi tedeschi 2011 (miliardi di Euro)

Volksrepublik China - 14 610,6
Norwegen - 12 750,4
Niederlande - 12 749,1
Japan - 8 428,4
Irland - 8 129,0
Russische Föderation - 6 146,3
Kasachstan - 2 736,5
Bangladesch - 2 659,8
Ungarn - 2 488,7
Vietnam - 2 207,2


Principali 20 mercati per l'export tedesco (miliardi di Euro)

001 Frankreich 101 516,1
002 Vereinigte Staaten von Amerika 73 694,3
003 Niederlande 69 279,5
004 Vereinigtes Königreich 65 450,7
005 Volksrepublik China 64 762,0
006 Italien 62 084,9
007 Österreich 57 663,0
008 Schweiz 47 708,1
009 Belgien 46 909,4
010 Polen 43 499,4
011 Spanien 34 868,9
012 Russische Föderation 34 405,5
013 Tschechische Republik 30 716,2
014 Schweden 22 013,5
015 Türkei 20 135,8
016 Ungarn 15 705,5
017 Japan 15 118,1
018 Dänemark 14 711,8
019 Republik Korea 11 664,8
020 Brasilien 11 165,8


Esportazioni 2011, % diretta verso la UE e l'area Euro


Paesi EU Unione monetaria
2011 % 59,2 % 39,7
2010 % 60,0 % 40,8
2009 % 62,3 % 42,8
2008 %63,3 % 42,8
2007 % 64,6 % 43,8