lunedì 9 gennaio 2017

Vita di un Hartz IV

Huffingtonpost.de nell'ambito del progetto Sanktionsfrei.de propone una serie di testimonianze dirette sulla dura vita degli Hartz IV in Germania. Nato per dare un sostegno alle persone in stato di necessità, col tempo Hartz IV si è invece trasformato in un insieme di leggi vessatorie dove gli impiegati dei Jobcenter hanno un ampio potere discrezionale e possono revocare il sussidio in ogni momento. Da huffingtonpost.de


Vivo di Hartz IV da otto anni. A volte mi sembra di essere in un carcere a cielo aperto. Ogni Euro che spendo lo devo documentare. Tutto viene controllato, verso di me c'è più diffidenza che fiducia. Se non mi presento ad un appuntamento al Jobcenter devo immediatamente fare i conti con le sanzioni. 

Trovo che l'intero sistema sia poco dignitoso. Le persone semplici sono vessate. Con i milionari e gli evasori fiscali lo stato è incredibilmente generoso. A me invece  vengono a controllare se ho speso 5 € di troppo.

Fin da piccolo mi è stato insegnato ad impegnarmi in quello che facevo. I miei genitori mi hanno sempre fatto capire che era molto importante. Questa convinzione fino ad otto anni fa è stato il mio motto per la vita.

Ho sempre lavorato.

Poi è arrivato il giorno in cui ho dovuto tirare il freno d'emergenza. Ero vicino al burn-out. Inoltre dovevo occuparmi del mio forte mal di schiena, le cose andavano davvero male per me. Allora mi sono chiesto: che cosa vuoi davvero? Salute o denaro? Ho scelto la prima.

Per un anno, a causa delle condizioni di salute, non ho potuto lavorare. E' stato il periodo piu' duro, perché mi sentivo totalmente inutile. Poi ho iniziato un minijob come assistente alla residenza dei malati di AIDS di Monaco. Ormai lo faccio da 7 anni. Mi piace molto questo lavoro.

Il mio affitto viene pagato dal centro per l'impiego. Alla fine mi restano circa 500 € per vivere. Con questi soldi devo comprare il cibo e tutto il resto necessario. Cinema, concerti, escursioni - non me li posso proprio permettere.

Al contrario cerco di risparmiare il piu' possibile. Chiunque ha bisogno di un piccolo gruzzolo. Ad esempio il mio forno recentemente si è rotto. Spero di potermene permettere uno nuovo in un paio di mesi. Fino ad ora i soldi bastavano per vivere. Poi ho ricevuto una lettera dal centro per l'impiego.

Il 31 di agosto mi hanno fatto sapere che il mio sussidio sarà completamente sospeso. Da oggi a domani. Senza preavviso. E' stato un grande schock per me, perché dovevo pagare il mio affitto nel giro di pochi giorni. E non avevo soldi sul conto.

La ragione del ritiro del sussidio era un certificato mancante da parte del mio medico. Il documento doveva appunto certificare se dal punto di vista della mia salute mi sarebbe stato possibile lavorare. Poiché il mio medico era in vacanza, non avevo potuto farlo.

Tre sanzioni in una settimana

A cio' si aggiunge che ero anche malato. Avevo presentato al Jobcenter un certificato di malattia. Ma proprio nelle 2 settimane in cui ero stato malato l'ufficio di collocamento aveva organizzato 2 appuntamenti ai quali non mi ero potuto presentare. 

Ho poi scoperto che il Jobcenter riconosce il classico certificato medico di malattia a discrezione dell'impiegato. L'addetto a me assegnato ha preferito non farlo. Per questo ho ricevuto 2 ulteriori sanzioni. In una settimana ho quindi ricevuto 3 sanzioni.

Ho presentato immediatamente un ricorso al Sozialgericht (Tribunale sociale). 3 settimane dopo è arrivata una boccata d'ossigeno: il Jobcenter non aveva agito correttamente ed io ho ricevuto i miei soldi indietro. Il caso tuttavia non era ancora chiuso. A novembre mi hanno comunicato che a partire da dicembre per 3 mesi avrebbero tagliato il 20% del mio sussidio.

Non mi deprime il fatto di avere meno soldi. Quello che trovo insostenibile è il modo in cui ci trattano. Sono delle vere e proprie vessazioni. Ho come l'impressione che gli impiegati del jobcenter siano esortati ad imporre delle sanzioni.

Il rapporto con i Jobcenter è cambiato

Prima non era cosi'. In passato si lavorava bene con l'ufficio di collocamento. Da circa un anno è cambiato tutto  Il rapporto è diverso. A volte ho la sensazione che stiano cercando l'ago nel pagliaio. E non appena trovano qualcosa ti tagliano il sussidio.

Quello che mi ha sorpreso: nel mese di agosto avevo 2 appuntamenti, uno dietro l'altro, esattamente nel periodo in cui ero malato. Da allora non c'è piu' stato un singolo invito per un colloquio da parte del Jobcenter. Mi chiedo se non l'abbiano fatto apposta.

Poco dopo il taglio del 20% del sussidio, un conoscente mi ha parlato dell'iniziativa Sanktionsfrei. E' stata la mia salvezza. Si sono messi in contatto con me nel giro di  un giorno e si sono fatti carico dell'importo che mi era stato ridotto.

L'iniziativa Sanktionsfrei mi ha dato nuovamente speranza e la convinzione che là fuori ci sono ancora persone che mi possono aiutare e che non mi considerano un cittadino di seconda classe.

Un destinatario di Hartz IV viene percepito dalla società come un essere inutile. Siamo stigmatizzati. Ma dietro ogni uomo c'è una storia. C'è una ragione per la quale siamo diventati disoccupati. La maggior parte delle persone non riesce a capirlo.

E la cosa piu' assurda è: io non sono disoccupato - ho un lavoro. Ma con il lavoro che faccio non guadagno abbastanza per vivere. Lo stato mi considera un disoccupato, ma in realtà io non lo sono.

10 commenti:

  1. PER FORTUNA il M5S ha mostrato la sua vera faccia per l'ennesima volta (ma stavolta in maniera inequivocabile) facendosi fregare dall'ALDE quindi il rischio introduzione in Italia di una riforma simile almeno per ora pare scongiurato...abbiamo già i voucher, introdurre pure la Hartz mi pare davvero troppo.

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  2. effettivamente in Germania l'harts iv ha assunto toni molto rigidi, in parte è dovuto alla massiccia immigrazione. Quello che propone il 5 stelle e che c'è in Francia o in belgio è molto più elastico dell'attuale harts iv

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    1. Non conosco bene questo programma Hartz IV, ma vivo in Belgio, e la storia illustrata dall'articolo corrisponde completamente alla realtà attuale del Belgio. Con qualche differenza tra le due regioni linguistiche - dal lato fiammingo è anche peggio di quello che è raccontato nell'articolo

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  3. Ma queste persone non possono cercarsi un lavoro da soli ed uscire dal meccanismo perverso dei Jobcenters? Il lavoro c'è in Germania

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  4. pare che questo calvario sia comune anche in gran bretagna come mostra il film cìdi ken loach 'io sono daniel Blake'

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  5. Ma quale calvario? Quale meccanismo perverso? Io non capisco. Se uno non vuole presentare la richiesta per l' H4 non la presenta e basta! Non è mica obbligatorio! Se uno vuole il Sozialgeld deve fare i conti con le regole: mi sembra il minimo! E comunque è meglio che vivere in paesi dove il Sozialgeld non c'è o c'è solo per una esigua minoranza...

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    1. Mi sa che la richiesta la presenta chi ha bisogno e non può fare diversamente; deve essere umiliato / punito per questo?

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    2. Vero, solo che dopo il jobcenter non ti paga la krankenkasse - cassa malattia e poi se hai bisogno il dottore o ospedale fa male 2 volte..

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  6. Deve fare i conti con le regole.....ma chi sei, il fratello di Schauble ??? Tranquilli, adesso Trump vi taglia le ali della ADLER definitivamente spero !!!!

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  7. Ascoltate teste vuote!
    VOI tutti dovete essere felici e baciare Il suolo Tedesco!
    In Italia hai solo una possibilitá, cercarti un ponte dove poter dormire, per mangiate poi, che Dio ti aiuti!
    Poi, nessun Jobcenter ti manda 2 appuntamenti contemporaneamente, e, anche se, MAI in 10 giorni di tempo, quindi, hai tutto il tempo per organizzarti per non mancare all'appuntamento!
    E poi ancora, dal momento che percepisci denaro dal Jobcenter é lui il tuo datore di lavoro!
    Conclusione: Chiudete quella cazzo di bocca e apritela solo per cercare lavoro e ringraziare Dio che la Germania vi dia da vivere!

    Gente ingrata!!!!!!

    Saluti Arcangelo

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