domenica 19 marzo 2017

Berlino alimenta l'indipendentismo scozzese

Secondo German Foreign Policy, Berlino sta alimentando il separatismo scozzese per indebolire la posizione britannica e poter negoziare una Brexit favorevole agli interessi tedeschi. I mezzi per fare pressione: rapporti economici privilegiati con la Scozia e l'interferenza nelle questioni interne britanniche. Da german-foreign-policy.com


Per rafforzare i suoi legami economici con l'UE, la Scozia intende realizzare un centro per gli investimenti a Berlino; cosi' facendo, grazie anche all'appoggio tedesco, si stanno creando le condizioni per nuove tensioni interne alla Gran Bretagna. Il governo scozzese, secondo i commentatori, nel tentativo di trovare una protezione economica per il processo di separazione dalla Gran Bretagna, starebbe cercando l'aiuto tedesco. Concretamente: i governi regionali e quello federale di Berlino, in maniera mirata, stanno cercando di rafforzare i loro legami economici con Edimburgo. Lo scenario di fondo sarebbe il desiderio di aumentare la pressione su Londra in modo da poter ottenere una "soft Brexit". Opzione senza dubbio desiderabile per la tutela degli interessi tedeschi. I consiglieri del governo tedesco suggeriscono invece di utilizzare la Repubblica d'Irlanda per fare pressione nei negoziati sulla gestione del confine fra Irlanda e Irlanda del Nord; questo confine in caso di "hard Brexit" sarebbe una questione particolarmente delicata. Come merce di scambio Berlino vorrebbe utilizzare i cittadini UE già residenti in Gran Bretagna e quelli britannici residenti nell'UE: la Cancelliera Merkel ha infatti rifiutato di garantire i loro diritti di soggiorno prima dell'avvio dei negoziati. 

Sfruttare i contrasti

Subito dopo il referendum britannico sull'uscita dall'UE del 23 giugno 2016, a Berlino si iniziava a riflettere su come utilizzare i contrasti interni al Regno Unito per poter esercitare una pressione nelle trattative sulla Brexit. Dalle urne è uscita una maggioranza pro-Brexit, ma non in Scozia e Irlanda del Nord, dove rispettivamente il 62% e il 55.8% ha votato contro. Per Londra la situazione è complessa, perché in Scozia le aspirazioni secessioniste sono molto forti, mentre in Irlanda del Nord ci sono invece piani per la riunificazione con la Repubblica d'Irlanda; entrambe le regioni sono ampiamente sopra la media pro-UE, e la prospettiva di un'uscita non fa altro che alimentare le aspirazioni indipendentiste. L'idea era quindi quella di sfruttare il separatismo scozzese e i piani di riunificazione irlandesi per aumentare la pressione su Londra e quindi costringere il governo di Londra a fare concessioni - con un consiglio: se Londra si allontanasse davvero dall'UE perderebbe la Scozia. Per un certo periodo si è addirittura parlato di una ripetizione del referendum. In alternativa, si diceva, è necessario ottenere almeno una "soft Brexit".

Accettare la Scozia

In questa fase Berlino ha apertamente sostenuto il separatismo scozzese. Il presidente della Commissione per gli Affari Europei al Bundestag, Gunther Krichbaum (CDU), il 26 giugno dichiarava: "L'UE continuerà ad essere composta da 28 stati membri, perché io mi aspetto un nuovo referendum sull'indipendenza della Scozia, che questa volta avrà successo. Dobbiamo rispondere rapidamente alla richiesta di ingresso di un paese amico dell'UE"[1]. Sempre nella stessa direzione andava l'incontro dell'allora Presidente dell'Europarlamento, Martin Schulz (SPD), con il capo del governo scozzese Nicola Sturgeon; con quell'incontro Sturgeon voleva discutere di come la Scozia, nonostante la Brexit, potesse ancora restare a far parte dell'UE. I primi di luglio si è aggiunto anche l'allora Ministro dell'Economia Sigmar Gabriel (SPD) dichiarando: "L'UE sarebbe sicuramente pronta ad accogliere la Scozia se questa dovesse uscire dal Regno Unito e chiedesse di entrare nell'UE" [2] In agosto Sturgeon è stata ricevuta a Berlino dal sottosegrario al Ministero degli Esteri Michael Roth, il quale in quell'occasione aveva dichiarato: "mi auguro che il Regno Unito riesca a trovare una strada che possa essere utile per l'Europa nel suo complesso". [3] A settembre, a Bad Aibling, in Baviera, in occasione di una riunione di partito, il capogruppo SPD nel parlamento regionale bavarese ha incontrato Angus Robertson, capogrupppo dello Scottish National Party (SNP) alla House of Commons. Robertson in quell'occasione ha annunciato di  voler analizzare le possibilità per far restare la Scozia nell'UE nonostante l'uscita britannica; il suo discorso è stato accolto con grandi applausi. [4].

Un centro per gli investimenti a Berlino

In questa situazione di forte incertezza Sturgeon è alla ricerca di un maggiore sostegno economico da parte della Germania. All'inizio di marzo ha incontrato a Edinburgo il Ministro dell'Economia tedesco Christian Schmidt per discutere, tra le altre cose, dell'uscita della Gran Bretagna dall'UE. All'inizio della scorsa settimana il Ministro dell'Economia scozzese è stato ad Amburgo e Berlino per parlare di un possibile rafforzamento delle relazioni economiche. Edinburgo intende costruire a Berlino nel prossimo futuro un "Centro per l'innovazione e gli investimenti" che dovrebbe contribuire alla creazione di nuovi legami economici. La prossima settimana è previsto il viaggio in Scozia di una delegazione economica bavarese sotto la guida del Ministro dell'Economia bavarese Ilse Aigner. Lo sviluppo delle relazioni commerciali rafforza il legame della Scozia con l'UE, rende piu' probabile una separazione economica - e garantisce a Berlino maggiori opportunità per esercitare la sua influenza.

Confini sensibili

I politici di Berlino individuano opportunità per estendere la loro influenza anche nella questione nord-irlandese. Li' una hard Brexit potrebbe rivelarsi fatale, perché potrebbero esserci conseguenze sul confine fra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda, secondo quanto riportato da una recente analisi della Stiftung Wissenschaft und Politik (SWP). La permeabilità di questo confine è di grande importanza per il processo di pace sull'Isola. Il libero transito delle persone fra la Repubblica d'Irlanda e l'Irlanda del Nord è regolato nel  Common Travel Area (CTA) del 1923; il trattato potrebbe facilmente restare invariato anche dopo l'uscita della Gran Bretagna. Tuttavia potrebbero esserci problemi per il Regno Unito, perché un confine senza controlli d'identità sarebbe una facile porta di ingresso per la migrazione indesiderata. Londra potrebbe quindi trovarsi in una situazione difficile, che giocherebbe a sfavore di una "hard Brexit". Sicuramente non è opportuno intervenire direttamente in Irlanda del Nord, e quindi in questioni interne al Regno Unito, ma nelle trattative è coinvolta anche l'Irlanda. L'UE avrebbe quindi "il diritto di tutelare nei negoziati per la Brexit gli interessi particolari del suo stato membro Irlanda", scrive la SWP.[6] Il confine fra Irlanda del Nord e Repubblica d'Irlanda già nel luglio 2016 era stato oggetto di un colloquio fra la Cancelliera Angela Merkel e il primo ministro irlandese Enda Kenny.

Merce di scambio

Fra le complicazioni che Berlino sta cercando di mettere in campo per evitare un "hard Brexit" c'è anche la questione della tutela del diritto di soggiorno per i circa 3 milioni di residenti europei in Gran Bretagna. Anche se nell'establishment britannico nessuno intende negargli il diritto a restare, l'incertezza permanente non solo causa inquietudine fra le persone coinvolte ma alimenta un atteggiamento ostile nei confronti della Brexit. Il primo ministro May avrebbe quindi chiesto alla Cancelliera Merkel di pronunciarsi a favore del diritto di soggiorno sia per per i cittadini europei nel Regno Unito, sia per i 900.000 cittadini britannici che vivono nei paesi dell'UE a 27. Da quanto si legge, pare che Merkel abbia esplicitamente respinto la richiesta. Non sarebbe disponibile "ad indebolire la posizione negoziale dell'UE", cosi' si scrive citando fedelmente fonti vicine al governo tedesco.[7] In questo modo Berlino ha trasformato i 3 milioni di cittadini europei nel Regno Unito e i 900.000 residenti britannici nel continente in una merce di scambio.

[1] Jacques Schuster, Daniel Friedrich Sturm: Und zurück bleiben die verwirrten Staaten von Europa. www.welt.de 26.06.2016. S. dazu Das Druckmittel Sezession.
[2] Sigmar Gabriel: Egoismus macht Europa kaputt. www.noz.de 02.07.2016.
[3] Sturgeon in Berlin for Brexit talks with German minister. www.bbc.co.uk 09.08.2016.
[4] Bayerisch-schottischer Schulterschluss für Europa. bayernspd-landtag.de 21.09.2016.
[5] Kanishka Singh: Scottish independence support at highest ever levels, survey suggests. Polls find 46% of Scots back separation from UK. www.independent.co.uk 15.03.2017.
[6] Nicolai von Ondarza, Julia Becker: Ein differenzierter Brexit für das Vereinigte Königreich. SWP-Aktuell 11, März 2017.
[7] Oberhaus will Garantien. Frankfurter Allgemeine Zeitung 03.03.2017.

2 commenti:

  1. E la Germania fa estremamente bene. La gran Bretagna ha importato le nostre teste migliori. Se vogliono rimandarli a casa li accoglieremo a braccia aperte.

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  2. Scopro solo oggi 21 marzo che il blog è di nuovo aggiornato.
    Bontornato Voci, in passato vi ho sempre letto volentieri.

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