domenica 2 aprile 2017

I consigli di Oskar Lafontaine per la SPD e per Schulz

A quasi venti anni dalle dimissioni dal governo di Schroeder, sulla stampa tedesca continua il botta e risposta fra Oskar Lafontaine e l'ex Cancelliere. Schroeder attacca: fino a quando sarà la famiglia Lafontaine a dettare la linea della Linke è improbabile un'alleanza di governo con la SPD. Lafontaine risponde: la SPD e Schulz devono cambiare radicalmente la loro politica. Da Welt am Sonntag


L'obiettivo iniziale dei partiti operai europei era il superamento del capitalismo. Il rifiuto fondamentale di questo sistema aveva portato il francese Jean Jaurès a dire: "il capitalismo porta in sé la guerra, come le nubi portano la pioggia". Da molto tempo ormai i partiti socialdemocratici hanno abbandonato questo obiettivo. Vogliono domare il capitalismo, dicono di voler controllare le forze economiche.

Di questo dilemma ha recentemente scritto la Süddeutsche Zeitung: "come si comporta un movimento politico che ormai da tempo non sostiene piu' il superamento del capitalismo, ma il suo addomesticamento, di fronte all'evidenza che questo sistema economico ogni volta si dimostra limitatamente addomesticabile?"

"Limitatamente addomesticabile" è tuttavia alquanto riduttivo. In verità è il capitalismo a domare i suoi politici. La famosa frase di Danton nel dramma di Georg Büchners: "Lo so bene - la rivoluzione è come Saturno, uccide i propri figli", si applica in senso figurato e in una forma diversa anche al capitalismo: mangia i propri figli.

Dopo la seconda guerra mondiale la scuola di Friburgo di Walter Wucken aveva riconosciuto il dilemma del capitalismo. A differenza della socialdemocrazia del dopoguerra non credeva nella possibilità di un controllo democratico delle forze economiche. Gli economisti di Friburgo ritenevano invece che il potere economico, una volta formatosi e cresciuto, non puo' piu' essere controllabile.

In occasione dell'inizio del secondo mandato presidenziale di George W. Bush, lo storico Fritz Stern aveva avvertito che gli Stati Uniti si stavano avvicinando "ad una plutocrazia di stampo cristiano-fondamentalista". E' probabile che ci troveremo di fronte ad un nuovo tipo di autoritarismo. 

Trump, al contrario di Bush, sicuramente non fa piu' pregare il suo governo, mentre Putin, anche se in maniera solo dimostrativa, prende parte ad una messa in una chiesa ortodossa, tuttavia le nuove forme di autoritarismo previste da Fritz Stern si stanno diffondendo in tutto il mondo. 

Con una sola frase Papa Francesco è riuscito a riportare l'attenzione sul militarismo intrinseco al capitalismo, causa principale del terrorismo e della crisi dei migranti: "questa economia uccide".

Ma anche i politici americani confermano il rischio di guerra collegato al capitalismo. Il candidato democratico alla presidenza americana John F. Kerry il 24 febbraio del 2004 affermava: "quando sarò presidente faro' ogni sforzo per sviluppare carburanti alternativi per le auto del futuro, in modo che questo paese nel giro di 10 anni possa diventare indipendente dal petrolio del Medio Oriente e i nostri figli e le nostre figlie non dovranno piu' morire per questo petrolio".

I figli e le figlie dell'America continuano a morire nelle guerre per il petrolio. In Medio Oriente, a causa di queste guerre, hanno perso la vita oltre un milione e mezzo di persone.

La SPD deve avere piu' coraggio in politica estera

Sebbene Martin Schulz fra i socialdemocratici venga festeggiato come un Papa, probabilmente non ci si sbaglia di molto nel pensare che il punto di vista del Papa, "questa economia uccide", gli sia completamente estraneo. Proprio come la Cancelliera cristiano-democratica, che al contrario dell'allora Cancelliere social-democratico Schröder, nel suo ruolo di segretario della CDU appoggiava la guerra in Irak di George W. Bush.

Ma la SPD dovrà inevitabilmente riallacciarsi alla Ostpolitik di Willy Brandt e alla sua politica di buon vicinato, se veramente vuole continuare a credere nella sua missione: affrontare e domare le forze distruttive del capitalismo.

Se anche il grande maestro della politica estera americana George Kennan considera l'accerchiamento della Russia, portato avanti dagli Stati Uniti, come "il piu' grande errore della politica americana nel dopoguerra", allora la SPD dovrebbe avere il coraggio di schierarsi contro una politica che mette in pericolo la pace.

Willy Brandt si rivolterebbe nella tomba se sapesse che anche con il voto della SPD sono state inviate delle truppe tedesche al confine con la Russia, e se sapesse che la sua eredità politica, e cioè che in Europa ci puo' essere pace solo con la Russia e non contro la Russia, non viene piu' osservata nemmeno dai socialdemocratici.

Nazionalismo dell'export invece di buon vicinato

La politica europea del buon vicinato portata avanti da Brandt, Schmidt fino a Helmut Kohl, con il consenso della socialdemocrazia tedesca, è stata sacrificata in nome di uno spietato nazionalismo dell'export tedesco.

Sebbene i popoli europei continuino ad allontanarsi fra di loro e la supremazia economica tedesca sia sempre piu' un problema, Schulz e i socialdemocratici tedeschi appoggiano i diktat di Merkel e Schäuble sui tagli al welfare e sono corresponsabili del fatto che, soprattutto nel sud Europa, i giovani non hanno piu' un futuro.

Una politica di buon vicinato in Europa ha bisogno di un nuovo ordine economico e valutario, che possa dare a tutti i paese europei la possibilità di uno sviluppo economico sostenibile.

Accanto ad una nuova Ostpolitik, fondata sulla pace e la distensione, secondo la tradizione di Willy Brandt, ed una politica europea che possa superare il nazionalismo dell'export tedesco e si ricolleghi allo spirito dei padri fondatori dell'Europa, se vuole ancora avere una chance, la socialdemocrazia tedesca dovrà modificare radicalmente la sua politica sociale. Il suo obiettivo originario era quello di "difendere lo stato sociale ed estenderlo", non quello di distruggerlo e smantellarlo.

L'Agenda 2010 non nasceva dal programma socialdemocratico, era piuttosto l'acquisizione delle posizioni delle associazioni dei datori di lavoro da parte di un Cancelliere socialdemocratico.

La Frankfurter Allgemeine Zeitung ha definito l'Agenda 2010 "la piu grande riduzione dei diritti sociali dalla seconda guerra mondiale". Cio' non ha pero' impedito a Schulz di dire, nel primo discorso al Congresso della SPD, che  Gerhard Schröder "ha riformato la Germania in modo che tutti noi oggi possiamo trarne beneficio".

Con quel "tutti noi" Schulz fa lo stesso grave errore di Angela Merkel, che ogni volta ripete: "la Germania sta bene". Se per milioni di lavoratori è programmata una vecchiaia in povertà, se in Austria il pensionato medio riceve 800 € al mese in piu' che in Germania e se il 40% dei tedeschi oggi ha un reddito familiare inferiore rispetto a quello del 1999, come riportato dal DIW, allora frasi come "tutti noi oggi possiamo trarne beneficio", oppure "la Germania sta bene" sono solo una presa in giro.

Fino a quando la SPD non tornerà ad una politica sociale e fiscale in grado di arrestare la crescita della disuguaglianza e capace di redistribuire la ricchezza in maniera più equa, un cambio alla Cancelleria sarebbe solo un cambio di volti.

Per poter migliorare le condizioni di vita di milioni di persone, il sistema pensionistico tedesco dovrebbe essere rifondato. La riforma delle pensioni è stata solo una frode e la pensione aziendale integrativa, in cui non vengono nemmeno garantiti gli importi versati, è una truffa ancora piu' grande.

Cambiate la legge e alzate la mano al Bundestag

Quando poco tempo fa all'aeroporto un deputato socialdemocratico, dopo aver concordato con la mia analisi, mi ha chiesto: "ma allora cosa dobbiamo fare?" io gli ho risposto: "copiate la legge austriaca e alzate la mano al Bundestag. Non dovrebbe essere troppo difficile".

Altrettanto importante sarebbe realizzare la richiesta che l'ex presidente AfA Ottmar Schreiner prima della sua scomparsa prematura aveva sempre portato avanti: rimuovere la clausola  di ragionevolezza dalla legge Hartz IV e ripristinare quella vigente fino ad allora. Oggi un disoccupato che non vuole vedersi ridotto il sussidio Hartz IV deve accettare qualsiasi lavoro, indipendentemente dalle sue qualificazioni e dal salario.

Questa clausola devastante non solo ha portato ad una continua espansione del cosiddetto settore a basso salario nell'economia tedesca, ma ha messo in moto una politica di dumping salariale, con i conseguenti danni per i nostri vicini europei, interrompendo la politica di buon vicinato.

L'avvertimento di Willy Brandt vale ancora oggi: "riflettete sulle vostre forze e assicuratevi che ogni volta possiate essere all'altezza delle vostre risposte, se volete fare del bene". Se l'obiettivo è fare del bene, allora il compito imprescindibile della SPD sarà quello di migliorare le condizioni di vita di quella metà della popolazione tedesca che a causa delle riforme dell'Agenda 2010 ha sofferto duramente.

Nessun commento:

Posta un commento